Recensione: Mina De Vanghel-Stendhal

Titolo: Mina De Vanghel
Autore: Stendhal
Pagine: 94
Collana: I Lilliput
Traduttore: Marisa Zini

In questo breve romanzo ho trovato tutto ciò che amo nei miei adorati classici. Quando prendo in mano uno di questi gioielli sono certa che mi ritroverò catapultata in un mondo che amo, dove mi sentirò a casa e mi cullerò e crogiolerò nella bellezza che solo un classico può donarmi.
Ed anche in questo caso le mie aspettative sono state più che soddisfatte, leggere quest’opera d’arte tutto d’un fiato è stato un colpo al cuore.

“Ombre dei miei antenati” diceva, “riconoscete il vostro sangue; anch’io sono coraggiosa come voi. Non inorridite per lo strano costume in cui mi vedete; resterò fedele all’onore. Quella segreta fiamma di dignità e di eroismo che mi avete trasmessa non trova nulla che sia degno di lei in questo secolo prosaico dove mi ha gettata la sorte. Mi disprezzerete perché voglio foggiarmi un destino consono al fuoco che mi anima?”

La giovane Mina de Vanghel, originaria di Konigsberg, dopo la morte improvvisa del padre e oppressa dal dolore decide di allontanarsi dal suo paese. In viaggio con la madre verso Parigi si rende conto di essere completamente diversa da qualsiasi ragazza che incontra nei salotti francesi, la sua indole è completamente diversa, il suo carattere passionale e impetuoso si discostano dalla civetteria e la vacuità che ritrova nelle donne francesi. Ad una delle cene a cui presiede con la madre conosce Alfred De Larcay, marito della padrona di casa che con i suoi modi schivo e timidi riesce a fare breccia nel suo cuore ed infestare i suoi pensieri. Da qui il suo animo ardente non ha pace e Mina sarà pronta a ricorrere ed abbassarsi a tutto per poter arrivare a conquistare il cuore del suo amato, perché senza il suo amore nulla avrà più alcun senso.

“Tutto ciò che è sincero e spontaneo sarà dunque fuori luogo tra persone simili?”

La realtà di Mina sarà estremamente dolorosa, pronta a stroncare sogni e giovinezza, non le porgerà l’alternativa del conforto. Mina pone Alfred come essere quasi mitico, inarrivabile e inattaccabile, l’amore lo rende immune da difetti e cattiverie, rendendola completamente cieca e pronta a qualsiasi atto giustificato dall’amore.

Pur nella sua brevità Stendhal riesce in pieno a travolgere e sconvolgere, crea un piccolo uragano distruttore ed in meno di 100 pagine riesce a calarsi nella sensibilità umana e descriverne tutte le sfaccettature e sentimenti, soprattutto quelli più oscuri e morbosi, che portano un cuore innocente e senza alcun esperienza come può essere quello di Mina a commettere atti anche criminosi pur di arrivare all’obiettivo d’amore finale, senza il quale l’esistenza non ha motivo di essere.

“D’ora in avanti potrà ancora pronunciare la parola virtù, ma sarà pura illusione: la vendetta e l’amore si sono impadroniti di tutto il suo cuore.”

Stendhal pone in modo molto chiaro delle differenze di carattere e di comportamento tra francesi e tedeschi, evidenziando in modo molto chiaro pregi e difetti di temperamento di entrambi i popoli.

“Osservando i francesi attraverso i pregiudizi del suo paese, le pareva che la loro conversazione somigliasse sempre al finale di una strofa da operetta.”

Ho amato anche la postfazione di Vincenzo Maria Oreggia che analizza con molta precisione e passione il testo e denota la cura e le attenzioni che vengono riservate a queste pubblicazioni e anche alle noti, essenziali a spiegare concetti, termini e frasi. Ho amato tutto, sia dell’edizione che della storia. La penna di Stendhal è un’acuta analisi dell’anima, arguta e sottile satira e tragica e passionale poesia.

Stendhal, pseudonimo di Henry Beyle (Grenoble 1783- Parigi 1842), è uno dei più grandi scrittori francesi dell’Ottocento. Tra le sue opere principali ricordiamo Armance, La Badessa di Castro, Il rosso e il nero, La certosa di Parma, Lucien Leuwen.

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